Ultimo aggiornamento di domenica 25 gennaio 2015

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Villa 24

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Depliant villa 24

 

 

 

 

 

Villa 24

Giancarlo

Lorenzo

 

 

 

Sommario

Grande miniera di Serbariu (Carbonia)

  • Un luogo che conserva con orgoglio e grande rispetto una parte di storia e di vita vissuta. La Grande Miniera di Serbariu con annesso Museo del Carbone raccoglie oggetti, strumenti e reliquie di un passato non troppo lontano e che testimonia, con esaustive descrizioni ed immagini, il periodo storico. Merita una sosta soprattutto per la visita alla miniera: il percorso mostra la vita dei minatori a 300 mt di profondità, la precarietà delle gallerie in cui lavoravano ed i macchinari che usavano; tutto valorizzato dalla riproduzione dei suoni che costantemente si sentivano (delle trivelle, delle sirene, dei binari e persino dell'ascensore di accesso alla miniera).

  • Il sito è visitabile liberamente negli spazi esterni dove già si possono vedere la torre dell'ascensore, la locomotiva ed alcuni carrelli per il trasporto del carbone, delle trivelle giganti; è a pagamento invece l'accesso al museo ed alla miniera. Di notevole interesse anche per i bambini!

Grotte Is Zuddas (Santadi)

  • www.grotteiszuddas.it

  • Le bellissime Grotte di Is Zuddas si aprono nel calcare cambrico del Monte Meana a 236 m sul livello del mare; distano 6 Km da Santadi (centro agropastorale di 4200 abitanti) lungo la Strada Provinciale 210 che congiunge Santadi a Teulada. L'ingresso della grotta è rappresentato da un tunnel artificiale ricavato da un cavatore, che negli anni sessanta estraeva alabastro calcareo dall'interno della cavità.

  • Le grotte sono aperte tutto l'anno.

 

Fortezza punica di Pani-Loriga

  • http://www.ilportalesardo.it/archeo/santadi.htm

  • Da Santadi si prende la strada per Villaperuccio e dopo 3 km. si svolta per Giba. Dopo circa 2 km., si vede a sinistra della strada una bassa collinetta di circa 100 m. d'altezza, coperta da cespugli e boschetti, ad 1 km. circa dalla strada, qui si svolta a sinistra in una strada non asfaltata, che si percorre fino a trovare un bivio dove si gira a destra. Si prosegue su questa strada fino a raggiungere un ovile a sinistra del quale si trova un cancello rosso, che da accesso all'area archeologica. La fortezza si trova sulla cima della collina.

 

Nuraghe Meurras

  • http://www.ilportalesardo.it/archeo/tratalias.htm

  • Dal vecchio paese di Tratalias, si esce sulla strada che porta alla Diga di Monte Pranu, dopo poco si trova una deviazione asfaltata a destra, e si arriva in auto fino al ponte. Dopo il ponte, proseguendo a piedi si intravede il nuraghe, situato su una piccola altura, facilmente raggiungibile. Descrizione - Il complesso nuragico è formato da un bastione e quattro torri, unite da un camminamento, di cui una sola quasi intera su due piani. Intorno ci sono alcune capanne di pietra circolari e rettangolari. Il nuraghe è stato restaurato di recente.
    La Coop. "Stage" offre gratuitamente la visita guidata alla Cattedrale, al borgo medievale e al Nuraghe Meurras. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0338-4293751.

Parco Geominerario

  • http://www.museodelcarbone.it/parco_geominerario.htm

  • Nell’Ottobre 1997 a Parigi l’assemblea generale dell’UNESCO dichiara il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna “il primo parco nella rete mondiale dei geositi-geoparchi”. Le 8 aree del Parco, per complessivi 3500 Kmq, ne fanno uno tra i parchi nazionali più estesi ed eterogenei d’Italia. Un grande lavoro si sta svolgendo, per offrire ai visitatori un volto nuovo ed interessante dell’Isola. Dagli unici e particolari esempi di ingegneria mineraria come porto Flavia, Galleria Henry e numerose altre gallerie oggi divenute strutture museali, al Centro Italiano della Cultura del Carbone.

Centro Italiano della Cultura del Carbone

  • http://www.museodelcarbone.it

  • Nasce nel 2006 come associazione tra il Comune di Carbonia e il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, con lo scopo di gestire e valorizzare il sito della Grande Miniera di Serbariu. Il sito minerario di Serbariu, attivo dal 1937 al 1964, ha caratterizzato l’economia del Sulcis e rappresentato tra gli anni ’30 e ’50 una delle più importanti risorse energetiche d’Italia. Il complesso è stato recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici; il progetto per il recupero e la valorizzazione del sito ha reso fruibili gli edifici e le strutture minerarie che oggi costituiscono il Museo del Carbone.

  • Depliant del museo

    

Isola di Sant'Antioco (mappa)

  • La splendida Isola di Sant'Antioco situata a Sud-Ovest della Sardegna è facilmente raggiungibile attraverso un moderno ponte. Dista circa 90 km dal porto e dall'aeroporto di Cagliari. Grazie al suo clima mite ed al suo mare cristallino, alle incantevoli scogliere, alle bellissime spiaggie, alle isolate calette, alla cordialita' della gente, e' meta ideale per trascorrere indimenticabili vacanze in tutti i periodi dell'anno, gustando i piatti

  • Da Carbonia in direzione sud, pochi chilometri dopo San Giovanni Suergiu si trova l'istmo che collega l’isola di Sant'Antioco alla Sardegna. Per dimensioni è la quarta isola italiana dopo Sicilia, Sardegna ed Elba; gli unici grossi centri abitati dell'isola sono l'omonima Sant'Antioco e Calasetta. In corrispondenza dell'istmo si stende lo stagno di Santa Caterina, frequentato da una grande varietà di specie ornitologiche, tra le quali bellissimi fenicotteri rosa.

  

Cantina Mesa

  • Interessante degustazioni di vini presso Cantina Mesa.

  • Il vino è una bevanda antichissima, che solo con il passare del tempo è stata affinata per mezzo di tecniche di vinificazione sempre migliori... Per capire meglio le tecniche produttive del vino e provarne l'intensità e le differenze dei sapori, questa esperienza, per due persone, prevede una visita in cantina a S.Anna Arresi (in provincia di Carbonia Iglesias).

  • Al termine della visita è prevista una degustazione di 3 vini:

    - Buio, vino rosso, Carignano del Sulcis DOC;

    - Giunco, vino bianco, Vermentino di Sardegna DOC;

    - Rosa Grande, vino rosato, Isola dei Nuraghi (da uva Carignano).

  • Disponibilità Dal lunedì al venerdì ed il consiglio è di prenotare l'esperienza. Durata Circa 1 ora.

  

Isola di San Pietro

  • Il paese di Carloforte è l'unico centro abitato dell'isola di San Pietro, definita "l'isola nell'isola" sia per motivi geografici, sia per il fatto che gli abitanti sono culturalmente distanti dal resto della Sardegna, essendo di origine ligure. Dal 1737 l’isola fu ripopolata da una colonia di pescatori di Pegli (Genova) provenienti da Tabarka (località tunisina nei pressi di Biserta), nella quale vivevano in una situazione che rasentava la schiavitù. Da qui l'architettura del suo lungomare e del suo centro storico, il dialetto e le tradizioni totalmente diverse da quelle sarde. Attualmente l’isola sta riscontrando una notorietà crescente per via della tonnara, l'antichissima pesca al tonno che qui viene praticata ancora in maniera tradizionale; tra maggio e giugno, vi si svolge la manifestazione del "Giro Tonno” con degustazioni della cucina locale. In paese si erge il Forte Carlo Emanuele nel quale è stato allestito il museo civico e la Chiesa della Madonna dello Schiavo.

  

Il sito minerario di Porto Flavia

  • Il sito minerario è situato lungo la costa sud-occidentale della Sardegna, presso la località di Masua (Iglesias).
  • Porto Flavia, che prese il nome dalla figlia primogenita del suo progettista, fu realizzato nel 1924 scavando la montagna per circa 600 metri; alla base di due gallerie sovrapposte un nastro trasportatore riceveva i minerali dai depositi sotterranei per trasferirli, con il suo ingegnoso braccio mobile, direttamente nella stiva delle navi di carico alla fonda. Questa ingegnosa soluzione che allora fu capace di rivoluzionare il sistema di imbarco dei minerali, sino a tale data praticato con il carico a mezzo coffe trasportate a spalla dai "galanze" carlofortini sulle loro barche a vela di 20-30 tonn., è ora illustrato ai visitatori perchè insieme al fascino di un luogo meraviglioso possano ammirare anche un esempio di ingegno e di tecnica realizzatrice.

  

La grotta di Santa Barbara

  • Le grotte di Santa Barbara, situata all’interno della miniera di San Giovanni, è stata scoperta casualmente nell’aprile del 1952, durante lo scavo di un fornello. La grotta si apre al contatto tra il calcare coroide e la dolomia gialla (formazioni del Cambrico Inferire ca. 500 milioni di anni) e consiste in un unico grande vano. La caratteristica che rende particolare ed unica questa cavità è legata ai cristalli tabulari di barite bruno scuro che ne tappezzano la superficie delle pareti. La deposizione dei cristalli tabulari di barite è seguita alla formazione delle concrezioni semisferiche di calcite, entrambi si sono formati in condizioni di totale sommersione della grotta con circolazione d’acque a chimismo complesso. La sequenza deposizionale si è infatti sviluppata secondo l’ordine:

• Calcite concrezionata, mammellonare, semisferica

• Baritina in cristalli tabulari bruno scuro

• Calcite candita in stalattiti, stalagmiti, eccentriche di aragonite.

  • La visita guidata comincia con un breve percorso su un trenino minerario, si raggiunge in ascensore il livello superiore della Grotta, e si conclude con un tour sui diversi ambienti e tipi di coltivazione della miniera di San Giovanni.

  

Il museo delle macchine da miniera

  • Nei millenni di sfruttamento minerario di questo territorio, coloro che lavoravano in miniera hanno sempre utilizzato strumenti di scavo semplici che comportavano un duro ed estenuante lavoro fisico (unica innovazione tecnica di rilievo fu l’avvento dell’esplosivo). Solo dopo il 1850 è iniziata l’era industriale delle miniere iglesienti che, tra l’altro, ha portato all’utilizzo di mezzi meccanici sempre più aggiornati tecnologicamente che hanno, di fatto, dato il via alla meccanizzazione delle miniere.

    Grazie alla grande inventiva e professionalità dei tecnici minerari si sono succedute invenzioni, modifiche e soluzioni che hanno progressivamente trasformato un lavoro basato prevalentemente sulla forza dell’uomo e su pochi, semplici attrezzi, in un sistema produttivo industriale all’avanguardia nel mondo.

    Dal 1980 per la necessità di dare forte impulso alle produzioni, è avvenuta l’introduzione delle grandi macchine che hanno permesso la rapida coltivazione di grandi aree mineralizzate e il trattamento di quantitativi notevoli di tout-venant. Il Museo delle Macchine da Miniera che, con le sue oltre 70 macchine e le sue attrezzature specifiche per lavori minerari, rappresenta la testimonianza di questa evoluzione industriale.

     

La galleria Henry (Buggerru)

  • E' questa la più importante struttura della miniera di Planu Sartu (1865). Consentiva il trasporto dei minerali su rotaia dalle fronti di produzione alle laverie.

    E' ubicata alla quota di m. 50 slm, appena al di sopra dell'abitato di Buggerru, e attraversa per circa un Km l'altipiano di Planu Sartu.

    Le sue imponenti dimensioni furono determinate dall'impiego (1892) di una locomotiva a vapore che, grazie ad una avveniristica rete ferroviaria, soppiantò in breve tempo i lenti ed onerosi trasporti con i muli.

    La sua unicità è costituita dal ripetuto rapporto con la falesia sul mare, attraverso piccole gallerie e camminamenti scolpiti nella roccia che consentono viste suggestive della costa a strapiombo e panorami mozzafiato.

    Tel. 0781.491300 - 348.1549556 - 349.55032147 - segr.dir@igeaspa.it - www.igeaspa.it

La necropoli di Montessu

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