Ultimo aggiornamento di lunedì 09 gennaio 2012

HomeContatti    

 

Dove siamo

- Home page

- Dove siamo

- Come arrivare

- Il villaggio

- Case vacanza

- Punti di interesse

- Cose da fare

- Escursioni

- Calendario eventi

- Spiagge

- Listino

- Gastronomia

- Info utili

- Contatti

 

 

 

 

 

Villa 24

349.79.52.739

 

 

Depliant villa 24

 

 

 

 

 

Villa 24

Giancarlo

Lorenzo

 

Sommario

Riferimenti

SARDEGNA

VILLAGGIO SU GIUNCO

Loc. IS POTETTUS

nel SULCIS a Sant’Anna Arresi (CI)

 

su

Mappa territorio

 

su

Mappa in alta definizione da stampare

Mappa in PDF

su

Mappa interattiva

 
 

su

Sant'Anna Arresi

 

Il VILLAGGIO SU GIUNCO è situato in località IS POTETTUS nel SULCIS a Sant’Anna Arresi (CI) (http://www.comunas.it/santannaarresi). Si tratta di un villaggio da sogno vicino alla spiaggia di Porto Pino (www.portopino.net) (circa 2 Km) e di fronte all'isola di SANT'ANTIOCO.

Il villaggio dista due minuti dal paese di Sant’Anna Arresi dove si trovano supermercati, alimentari, bar e ristoranti,
ufficio postale con POSTAMAT e agenzia turistica.

 

Sant'Anna Arresi è un comune di 2.678 abitanti della provincia di Carbonia-Iglesias, nella regione sarda del Sulcis-Iglesiente. Fa parte del comune di Sant'Anna Arresi la rinomata località turistica di Porto Pino con la sua caratteristica spiaggia di sabbia bianchissima frequentata da migliaia di turisti nel periodo estivo.

  • Sant'Anna Arresi - Pianta alta qualità (pdf)

  • Sant'Anna Arresi - Pianta bassa qualità (pdf)

In estate vi si svolge uno degli eventi musicali più importanti della regione e di livello internazionale, un festival jazz (http://www.santannarresijazz.it) chiamato Ai Confini tra Sardegna e Jazz frequentato dai più grandi artisti della scena mondiale. Nel 2008 la 23 edizione è stata dedicata al grande Don Cherry. La manifestazione si svolge da sempre nella pittoresca piazza del nuraghe.

Questo centro abitato sorse nel tardo medioevo intorno alla chiesa di S. Anna ma la zona fu popolata fin da epoche più remote come testimonia il nuraghe situato vicino alla Chiesa.

 

su

Porto Pino

 

L’insenatura di Porto Pino, protetta ad ovest, dal promontorio, fu invece utilizzata come scalo marittimo fin dall’epoca fenicio-punica per divenire un centro mercantile in epoca romana. Il promontorio di Porto Pineddu raggiunge un’altezza massima di 40 m. L’aspetto più interessante di questo settore è costituito dalla vegetazione.

Il promontorio è infatti ricoperto da una vasta pineta spontanea di pino d’Aleppo, formazione abbastanza rara (è presente in Sardegna solo qui e nell’isola di S. Pietro).

Al pino si unisce la quercia spinosa, tipica degli ambienti costieri e anch’essa con areale molto ristretto nell’isola.

Nella pineta troviamo ancora il ginepro fenicio e il ginepro coccolone. Sul lato occidentale più battuto dai venti si stendono invece la macchia bassa e la gariga dove dominano la fillirea, il rosmarino e diverse specie di cisto. Sulle falesie, dove affiora la roccia, crescono invece il raro asterisco marittimo e il limone.

 

su

Il Sulcis: terra di grandi passioni

 

Il Sulcis si estende nella Sardegna sud-occidentale e comprende anche le isole di San Pietro e Sant'Antioco, le più grandi tra quelle che circondano le coste sarde. Il suo nome deriva dall'antica città fenicia di Sulci, sull'Isola di Sant'Antioco. Terra di miniere e di tonnare, il Sulcis è caratterizzato da un paesaggio ondulato coperto per la maggior parte di macchia mediterranea e da spiagge di sabbia finissima. La zona, abitata fin dall'epoca preistorica, presenta numerose attrattive culturali, dai siti archeologici di Sant’Antioco, Monte Sirai e Montessu, alle chiesette di Perdaxius e alla Cattedrale di Santa Maria a Tratalias, alle manifestazioni tradizionali di Carloforte e Santadi.

 

Mare

Rade tranquille con onde dolci che permettono di stare in acqua per un'intera giornata; scogliere impervie e selvagge lambite da un mare color cobalto ricco di pesci,gorgonie,coralli;dune di sabbia bianca in cui s'infrangono i cavalloni amati dai tanti surfisti; fiordi strettissimi circondati da alte pareti rocciose di origine vulcanica. L'erosione e gli agenti atmosferici rendono le coste del Sulcis Iglesiente ricche di fascino e perfette per praticare tutti i tipi di sport.

 

Natura

Il Sulcis Iglesiente vanta un'enorme varietà di scenari dovuti alla complessa morfologia del suo territorio. Silenziose dune di sabbia bianchissima bagnate da acque cristalline, vaste lagune eh" ospitano sorprendenti esemplari di flora e fauna e un sistema di grotte e di cavità carsiche di grande spettacolarità.

 

Archeologia

Sono molte le ragioni che spingono a visitare in Sulcis Iglesiente. Una delle più attraenti è la ricchezza della cultura Fenicio Punica, che si manifesta nei pregevoli siti archeologici, agevolmente raggiungibili e visitabili.

 

Arte e cultura

Splendide chiese, i cui stili architettonici vanno dal paleocristiano e romanico al neoclassico che al loro interno custodiscono tesori artistici di grande valore:dipinti, affreschi, e sculture. Per un viaggio nella storia in contesto naturalistico incontaminato, maestose torri costiere di epoca spagnole utilizzate come baluardo di difesa dalle incursioni piratesche, troneggiano fiere e possenti lungo i litorali.

 

Artigianato

L'originalità e la semplicità dei materiali e delle forme, caratterizzano arazzi, tappeti, cesti, filigrana, espressioni culturali di un popolo che ha saputo salvaguardare nel corso dei secoli tecniche tradizionali. Nelle tante botteghe artigiane si mantiene viva la storia, il costume, la vita della gente. Come l'arte della tintura e tessitura del bisso che abili mani femminili tramandano dai tempi dei Fenici.

 

Miniere

La magia di un territorio sta anche nella sua età. Il Sulcis Iglesiente è una delle terre più antiche del mondo il cui sottosuolo è percorso da grotte e miniere ricche di metalli. Oggi i visitatori, accompagnati dai minatori che nelle stesse gallerie hanno duramente lavorato, possono agevolmente attraversare quei misteriosi percorsi scavati nella roccia viva per farsi sorprendere dall'improvviso spettacolo di un selvaggio paesaggio marino.

 

Tradizioni

È ammirevole l'orgoglio con il quale la gente conserva le sue remote tradizioni in cui s'intrecciano saperi antichi, riti religiosi, cultura popolare. Le numerose feste campestri in cui reminiscenze della cultura nuragica s'innestano in una tradizione cristiana contaminata da usanze di origine bizantina; gli intensi riti della Settimana Santa in cui si respirano le atmosfere sedimentate in quattrocento anni di presenza catalana e spagnola; gli eventi che ripropongono antichi mestieri legati alla cultura del mare, come la tradizionale pesca del tonno praticata nelle coste sulcitane secondo tecniche tradizionali immutate nei secoli.

 

Gastronomia

Un viaggio nel gusto ricco di piacevoli sorprese. La cucina sarda che ripropone i sapori della vita pastorale si accompagna, nell'arcipelago del Sulcis, alle specialità di una popolazione di origini Liguri e Tabarchine che propone il tonno e il cus cus cucinati secondo antiche ricette.

 

su

La provincia di Carbonia-Iglesias

 

Le sue origini moderne la fanno risalire al regio Editto del 1807 ma è dal maggio del 2005 (da quando cioè la Regione Autonoma ha fissato a otto il numero delle province sarde) che Carbonia-Iglesias - in sardo Provìntzia de Carbònia-Igrèsias - può essere considerata a tutti gli effetti un importante riferimento amministrativo. Tuttavia se da un punto di vista "politico" questo territorio, meglio conosciuto come Sulcis e situato geograficamente lungo il tratto di costa sud-occidentale della Sardegna, viene considerato tra le nuove province ed è ancora solo relativamente invaso dal turismo, c'è da sottolineare che stiamo parlando di una delle più antiche terre emerse dell'intera Europa.

 

Gli esperti sostengono infatti che all'inizio del Paleozoico, la terra del Sulcis (termine che deriva dall'antica città di Sulci, nell'isola di Sant'Antioco), fu una delle prime ad affacciarsi nel Mediterraneo. Le prime tracce della presenza umana ci giungono dal VI millennio a.c., ma sono del Neolitico le numerose testimonianze identificate nelle necropoli scavate nella roccia dette Domus de Janas e collocate sia nella zona di Is Loccis Santus (presso San Giovanni Suergiu), che a Montessu (nei dintorni di Villaperuccio). La cultura dei nuraghi è invece diffusa nel Il millennio a.C, e legata all'arrivo di una misteriosa popolazione. Caratteristiche della Sardegna, queste costruzioni di pietra costituite da torri troncoconiche di dimensioni gigantesche e di complessa architettura, sono da considerarsi a tutti gli effetti un importante dono del tempo, che qui ritrovano una cornice ideale.

 

La vera ricchezza del Sulcis però, universalmente riconosciuta, è stata sempre la prepotente presenza di giacimenti minerari, che per il loro incredibile valore hanno anche contribuito non poco ad arricchire il ruolo economico, sociale e storico dell'intera isola.

 

Apprezzato oggi per il suo mare cristallino, infatti, questo territorio mantiene intatto un alto valore storico e speleologico, che è evidenziato peraltro dall'alternanza significativa di colonizzazioni subite. Ai nuraghi e alla loro straordinaria produzione si sono succedute infatti le dominazioni fenicio-puniche e quella romana, della quale ancora oggi sono visibili rovine di acquedotti, di anfiteatri e di templi. Aragonesi e spagnoli furono poi gli autori delle torri di avvistamento di Calasetta e Portoscuso, e al più recente 1938 risale la fondazione della nuova città voluta dal regime fascista per lo sfruttamento del carbone, e denominata per l'appunto Carbonia. Nonostante l'attività estrattiva sia ormai cessata da tempo, negli ultimi anni si riflette su un'intensa valorizzazione del territorio e delle cavità naturali (e artificiali) in esso presenti, da un punto di vista economico non c'è dubbio,ma non meno che da quello turistico.

su